Menopausa e PreMenopausa

Riduzione dei sintomi, trattamento
dell’insonnia e rimodellamento corporeo

Ipo e Ipertiroidismo

Piano Nutrizionale personalizzato,
per stabilizzare corpo e mente, oltre ai valori ematici.

Diabete mellito e IperGlicemia

Stabilizzazione dei valori glicemici, riduzione della circonferenza della vita e miglioramento della performance fisica

Medicina Predittiva

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Prevenire è sempre meglio che curare. Scrivimi per info sulla prevenzione. Per una visita puoi scrivere una mail a studiobisciglia2025@gmail.com (cliccando il pulsante qui sotto) oppure chiamare il numero 0649977000 (Cup alpi Intramoenia) specificando il medico Dott.ssa Mariafrancesca Bisciglia

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31 Luglio 2026Sono felice di presentarvi il mio libro “La Gestione Clinica dell’Anziano”, una guida utile per i professionisti della salute 💖 [...] Continua a leggere…
18 Maggio 2026Ogni 17 maggio, si celebra la Giornata Mondiale Contro l’Ipertensione. Al Policlinico Umberto I abbiamo allestito con un’area apposita per un controllo gratuito della pressione. [...] Continua a leggere…
28 Marzo 2026Direttamente dal XXVI Congresso Nazionale AIP a Padova. Orgogliosa di aver contribuito al percorso sulla longevità, un tema in continua evoluzione che richiede studio costante. La longevità non si predica, si pratica: formazione continua, dati aggiornati e scelte consapevoli ogni giorno. Insieme per PREVE.DI: prevenire il declino cognitivo e l’ictus.  [...] Continua a leggere…
3 Ottobre 2025Mariafrancesca Bisciglia2 Vincenzo Contino Mingrone Luca 3 Giovambattista Desideri1 1Geriatric Unit, Department of Clinical Internal, Anesthesiological and Cardiovascular Sciences, “Sapienza” – University of Rome. 2Geriatric Unit, Deparment of Internal Medicine and Medical Specialties, Policlinico Umberto I, V.le del Policlinico n. 155, 00185 Rome, Italy 3Centro RECUDIS , Campus Ludes – Lugano, Svizzera BACKGROUND Per anoressia senile s’intende una riduzione superiore al 50% dell’assunzione di cibo comparata con quella di un pasto standard nel paziente anziano. La riduzione dell’appetito è comune con l’avanzare dell’età, spesso portando a malnutrizione, perdita di peso e ridotta qualità della vita. La letteratura scientifica evidenzia un alto rischio di malnutrizione nel paziente anziano, specialmente se inserito in residenze sanitarie assistenziali o in reparti di lungodegenza. Fra gli anziani non solo è elevato il rischio di malnutrizione ma è anche alto il rischio di non recuperare una volta instauratosi questa condizione: è dimostrato che ultraottantenni ricoverati in ospedale hanno una probabilità di sviluppare la malnutrizione cinque volte superiore rispetto a pazienti di età inferiore a 50 anni e presentano minore risposta al trattamento della malnutrizione stessa. Uno dei metodi più utilizzati clinicamente per valutare lo stato di anoressia è il Mini Nutritional assessment MNA. Il punteggio del Mini Nutritional Assessment (MNA) è una misura dello stato nutrizionale di un individuo, in particolare negli anziani Il rischio di malnutrizione 17-23.5 punti: Rischio di malnutrizione. Meno di 17 punti: Cattivo stato nutrizionale. Secondo studi più recenti un valore inferiore a 15 è stato associato nell’anziano a un rischio maggiore di malnutrizione. Esistono integratori mirati a stimolare l’appetito e tra i composti uno dei più studiati è la China Rossa (Cinchona Succirubra), una pianta annoverabile tra le droghe ad amari, che vanta spiccate proprietà eupeptiche ed aperitive, dovute proprio al sapore amaro che stimola la secrezione salivare ed epatogastrica. Lo scopo di questo studio è valutare l’efficacia di un composto a base di China Rossa, Pappa reale e Vitamina D3 (Appetit compresse®) nel migliorare l’appetito nel paziente affetto da anoressia senile MATERIALI E METODI Disegno dello studio Tipo di studio: Osservazionale prospettico. Periodo di reclutamento: Marzo – Maggio 2025. Durata del trattamento: 6 settimane. Follow-up: Valutazioni a 4 e 8 settimane. Popolazione dello studio Criteri di inclusione: Età ≥ 70 anni (range: 71-103 anni, media 87). Punteggio MNA basso (indicativo di malnutrizione o rischio). BMI < 20 kg/m². Consenso informato firmato. Valutazione cognitiva (MMSE). Valutazione sarcopenia (SARC-F). Criteri di esclusione: Malattie gravi che influenzano l’appetito (es. neoplasie in fase avanzata). Allergie note agli ingredienti dell’integratore. Uso di farmaci stimolanti l’appetito (es. mirtazapina) nelle ultime 4 settimane. Procedura di reclutamento e valutazione iniziale Arruolamento: 20 pazienti con diagnosi di ridotto appetito (MNA basso). Valutazione basale (T0):Anamnesi clinica approfondita per escludere cause secondarie di anoressia.Esame obiettivo:Peso, BMI, circonferenza addominale e braccio.Parametri laboratoristici (albumina, protidemia totale). Test psicometrici:MNA (stato nutrizionale).MMSE (funzione cognitiva). SARC-F (sarcopenia). Protocollo di trattamento Intervento: Appetit compresse: 1 compressa mezz’ora prima dei pasti principali (2-3 volte al giorno) per 6 settimane. Monitoraggio: Visite di controllo:T1 (4 settimane): Ripetizione di MNA, MMSE, SARC-F, misurazioni antropometriche (peso, BMI, circonferenze). T2 (8 settimane): Valutazione finale con gli stessi parametri + esami ematici (albumina, protidemia). Misurazioni e valutazioni Parametri primari:Variazione del punteggio MNA.Variazione del BMI e parametri antropometrici. Parametri secondari:Stabilità cognitiva (MMSE).Evoluzione della sarcopenia (SARC-F).Dati biochimici (albumina, protidemia). Tollerabilità ed eventi avversi. Analisi statistica RISULTATI Lo studio ha valutato l’efficacia dell’integratore Appetit Compresse® (a base di China Rossa, Pappa Reale e Vitamina D3) nel trattamento dell’anoressia senile in una popolazione di pazienti anziani. Caratteristiche basali della popolazione Lo studio ha arruolato 20 pazienti (età media 87 anni, range 71-103) con anoressia senile (BMI <20, MNA basso). Le comorbidità più frequenti includevano: Malattie cardiovascolari: 45% Diabete mellito: 20% Depressione lieve-moderata: 30% Efficacia del trattamento La tabella seguente riassume i cambiamenti nei parametri valutati a T0 (basale), T1 (4 settimane) e T2 (8 settimane):   Parametro  T0 (Basale)T1 (4 settimane)T2 (8 settimane)p-value (T0 vs T2)MNA (punteggio)15.2 ± 2.118.6 ± 1.8*20.1 ± 1.5**<0.001BMI (kg/m²)18.5 ± 1.219.0 ± 1.119.4 ± 1.0*12Circonferenza braccio (cm)22.3 ± 2.023.1 ± 1.823.7 ± 1.6*21Albumina (g/dL)3.2 ± 0.43.5 ± 0.3*3.7 ± 0.3**<0.001MMSE (punteggio)24.5 ± 3.025.0 ± 2.825.2 ± 2.70.215 (NS)SARC-F (punteggio)4.1 ± 1.53.5 ± 1.23.0 ± 1.0*38 Tabella 1: Variazione dei parametri nutrizionali, cognitivi e di sarcopenia dopo trattamento con Appetit compresse. *Dati espressi come media ± DS; *p<0.05, *p<0.01 vs T0 (test t per dati appaiati); NS: non significativo. Tollerabilità e eventi avversi Eventi avversi lievi: 2 pazienti (10%) hanno riportato nausea transitoria, risolta senza interrompere il trattamento. Nessun caso di allergia o interazioni farmacologiche. DISCUSSIONE Efficacia del trattamento nutrizionale I risultati dimostrano un miglioramento significativo dei parametri nutrizionali (MNA, BMI, albumina) dopo 8 settimane di trattamento con Appetit compresse. In particolare: Il punteggio MNA ha mostrato un incremento medio significativo (da 15.2 a 20.1, p<0.001), passando da valori indicativi di malnutrizione o rischio a soglie compatibili con un miglior stato nutrizionale. L’appetito soggettivo è aumentato già dopo 4 settimane, confermando l’effetto stimolante della China Rossa, noto per il suo impatto sulla secrezione gastrica e sulla sensazione di fame. Incremento del BMI (da 18.5 a 19.4 kg/m², p=0.012) e della circonferenza del braccio, suggerendo un guadagno di massa magra. Riduzione del punteggio SARC-F (da 4.1 a 3.0, p=0.038), compatibile con un miglioramento della sarcopenia. Tuttavia, alcuni pazienti (es. ID 5, 10, 20) hanno mostrato risposte inferiori, probabilmente a causa di: Comorbidità non controllate (es. depressione, malattie croniche). Scarsa aderenza al trattamento. Miglioramento dello stato cognitivo I pazienti con lieve deficit cognitivo all’inizio dello studio (punteggio MMSE tra 20–24) hanno evidenziato stabilità o lieve miglioramento dei punteggi alla fine del trattamento. Tale effetto può essere attribuito indirettamente al miglioramento dello stato nutrizionale, che ha un impatto positivo sulla funzione cognitiva, nonché al ruolo della Vitamina D3, implicata nei meccanismi neuroprotettivi. Ruolo dell’attività fisica nella prevenzione della sarcopenia Sebbene lo studio non abbia incluso un protocollo strutturato di esercizio, i dati suggeriscono che l’integrazione con China Rossa, Pappa Reale e Vitamina D₃ potrebbe potenziare gli effetti di un intervento combinato con attività fisica. Prove dalla letteratura indicano che: Esercizio di resistenza (allenamento con pesi) è il più efficace per aumentare la massa muscolare negli anziani (Latham et al., 2003). Attività aerobica moderata (es. camminata) migliora la sintesi proteica e la sensibilità all’insulina (Cruz-Jentoft et al., 2019). Vitamina D₃ (componente dell’integratore) ottimizza la funzione muscolare solo se associata a esercizio (Beaudart et al., 2017). Proposte per futuri studi Protocolli combinati: Associare l’integratore a un programma di resistance training (es. 2-3 sessioni/settimana) per sinergia tra stimolo anabolico e apporto nutrizionale. Valutazione della composizione corporea: Utilizzare DEXA o BIA per distinguere tra aumento di massa magra e grassa. Monitoraggio a lungo termine: Verificare se i benefici si mantengono oltre 8 settimane con attività fisica continuativa. Limiti dello studioMancanza di gruppo controllo per distinguere l’effetto del trattamento da variazioni spontanee.Follow-up breve (8 settimane), insufficiente per valutare impatti duraturi sulla sarcopenia. Assenza di valutazione dell’attività fisica basale nei pazienti. CONCLUSIONI L’integratore Appetit ha mostrato efficacia nel migliorare l’appetito e i parametri nutrizionali, ma l’abbinamento con esercizio fisico strutturato potrebbe potenziarne gli effetti sulla sarcopenia. Studi futuri dovrebbero testare questa ipotesi con protocolli integrati. L’uso di Appetit Compresse® si è dimostrato sicuro, ben tollerato e potenzialmente efficace nel trattamento dell’anoressia senile. L’intervento ha comportato benefici trasversali, agendo positivamente sull’appetito, sulla nutrizione, sulla funzione muscolare e sulla cognizione. Tali risultati giustificano l’ampliamento dello studio con un braccio di controllo e un follow- up più lungo per confermare la persistenza degli effetti nel tempo. BIBLIOGRAFIA Amerio, M. L., & Ventriglia, G. (s.d.). La malnutrizione “per difetto”: Un problema sottostimato? 18. Maria Luisa Amerio, Daniela Domeniconi. La malnutrizione Donini LM, Poggiogalle E, Piredda M, Pinto A, Barbagallo M, Cucinotta D, Sergi G. Anorexia and eating patterns in the elderly. PLoS One. 2013 May 2;8(5):e63539. doi: 10.1371/journal.pone.0063539. PMID: 23658838; PMCID: PMC3642105. Guigoz Y, Lauque S, Vellas BJ. Identifying the elderly at risk for malnutrition. The Mini Nutritional Assessment. Clin Geriatr Med. 2002 Nov;18(4):737-57. doi: 10.1016/s0749-0690(02)00059-9. PMID: 12608501. Volkert D. Malnutrition in older adults – urgent need for action: a plea for improving the nutritional situation of older adults. Gerontology. 2013;59(4):328-33. doi: 10.1159/000346142. Epub 2013 Feb 8. PMID: 23406648. Labossiere R, Bernard MA. Nutritional considerations in institutionalized elders. Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2008 Jan;11(1):1-6. doi: 10.1097/MCO.0b013e3282f323e0. PMID: 18090650. Cena H, Madini N, Zaccardo A, Rondanelli M, Roggi C. Nutritional assessment of elderly people. Minerva Gastroenterol Dietol. 2008 Sep;54(3):295-306. PMID: 18614978. Lau S, Pek K, Chew J, Lim JP, Ismail NH, Ding YY, Cesari M, Lim WS. The Simplified Nutritional Appetite Questionnaire (SNAQ) as a Screening Tool for Risk of Malnutrition: Optimal Cutoff, Factor Structure, and Validation in Healthy Community-Dwelling Older Adults. Nutrients. 2020 Sep 21;12(9):2885. doi: 10.3390/nu12092885. PMID: 32967354; PMCID: PMC7551805. Rankovic G, Stankovic V, Zivkovic M, Rankovic B, Laketic D, Potic M, Saranovic M, Rankovic GN. Effects of cinchonine, a Cinchona bark alkaloid, on spontaneous and induced rat ileum contractions. Bratisl Lek Listy. 2019;120(8):576-580. doi: 10.4149/BLL_2019_094. PMID: 31379180. Latham et al. (2003). Resistance Training for Older Adults.osservazionale Cruz-Jentoft et al. (2019). European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP2). Beaudart et al. (2017). Effects of Vitamin D on Skeletal Muscle Function. [...] Continua a leggere…
8 Luglio 2025I valori glicemici variano con il variare delle associazioni nutrizionali (nutrizione funzionale). [...] Continua a leggere…
15 Giugno 2025• Sindrome Metabolica • Grassi e Insulina • Insonnia e “Fame Nervosa” • Impatto dell’Insonnia sulla Sindrome Metabolica • L’Importanza del Sole • Qualità del Sonno • Consigli su Stile di Vita e Nutrizione [...] Continua a leggere…
8 Giugno 2025Sito web: https://www.padelesalute.it/   [...] Continua a leggere…
5 Giugno 2025L’importanza della Nutrizione per combattere il declino cognitivo: come attivare la nostra memoria, correlazione tra intestino e cervello. Quali alimenti scegliere? Ieri, 4 giugno 2025, ne abbiamo parlato all’Università Sapienza di Roma. [...] Continua a leggere…
27 Ottobre 2024Convegno Nazionale di Diabetologia, nuovi farmaci per il diabete e per l’obesità [...] Continua a leggere…
2 Settembre 2023FAME e APPETITO. La fame e’ generata da una netta riduzione della concentrazione del glucosio nel sangue (glicemia). Esiste nel cervello un centro nervoso responsabile delle nostre funzioni e comportamenti vitali. Si chiama ipotalamo, sempre attivo, anche dormiamo. La concentrazione del glucosio (glicemia) nel nostro sangue deve essere tra 80-100 mg / 100 ml. Se si supera il valore 100 mg, si ha una disglicemia, una disfunzione che può portare al diabete, con valori superiori a 125 mg / 100 ml a digiuno. Quando invece il valore della glicemia scende a 60-70 mg / 100 ml scatta la fame. Il centro nervoso della fame posto nell’ ipotalamo registra il basso valore del glucosio nel sangue e spinge a mangiare carboidrati che contengono il glucosio. Il cervello utilizza per la sua energia solo il glucosio. Ogni giorno il nostro cervello richiede almeno 100 grammi di glucosio. Quando la glicemia scende troppo il cervello va in emergenza energetica e scatta la fame. Esiste un organo corporeo che e’ al servizio del cervello: il fegato sempre pronto ad immettere glucosio nel sangue per il cervello. Il deposito biochimico di glucosio sta nel fegato che lo accumula come glicogeno (una molecola composta da centinaia di molecole di glucosio unite tra loro). Ma se il fegato non ha glicogeno nelle sue cellule non può fornire glucosio al cervello. Tutte queste reazioni fisiologiche avvengono ogni attimo della nostra vita. Succede però che molte persone hanno sempre fame. Nel loro organismo accade questo scenario biochimico: dopo aver mangiato il valore della glicemia sale rapidamente. Questa condizione stimola la secrezione di insulina, ormone del dopo pasto. L’insulina fa passare il glucosio nel fegato, togliendola dal sangue. Il valore della glicemia scende in modo brusco verso 60-70 mg / 100 ml. Scatta la fame. Quindi più una persona mangia, più ha fame e più mangia. Occorre conoscere questi meccanismi fisiologici se vogliamo controllare la fame. L’appetito invece e’ il desiderio solo di un cibo. Deriva dal latino “appetere” : “desiderare”. Nell’ ipotalamo esiste il centro nervoso dell’ appetito, che controlla la “qualità molecolare” degli alimenti ingeriti nei nostri pasti quotidiani. Il corpo umano e’ una vitale formula biochimica generata dagli alimenti e dalla respirazione di ossigeno. L’ipotalamo controlla la composizione molecolare della nostra formula biochimica corporea: IO BIOLOGICO. L’uno diverso dall’altro perché ciascuno di noi ha il suo DNA (Acido DesossiriboNucleico). Buona giornata in salute. [...] Continua a leggere…
27 Agosto 2023Un semplice cambiamento nella dieta, senza restrizione calorica, può favorire un invecchiamento più sano. Lo studio sulle cellule di lievito ha rivelato che il passaggio da una dieta ricca di glucosio a una a base di galattosio ha portato a cambiamenti molecolari che tipicamente accompagnano l’invecchiamento.Questi risultati mettono in discussione la nozione di lunga data secondo cui solo la restrizione calorica può portare a vite più sane e più lunghe. Sebbene lo studio sia stato condotto su cellule di lievito, note per condividere molti meccanismi cellulari con gli esseri umani, sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare le implicazioni nel mondo reale. Aspetti principali: Un cambiamento nella dieta dal glucosio al galattosio ha ridotto i segni dell’invecchiamento nelle cellule di lievito, senza bisogno di restrizioni caloriche. I benefici per la salute derivanti dalla restrizione calorica scompaiono nei topi quando si riprende una dieta normale, rendendo necessari approcci alternativi per la longevità. Gli effetti positivi sono stati più pronunciati quando i cambiamenti nella dieta sono stati implementati nelle cellule di lievito in giovane età, sottolineando la potenziale importanza delle scelte dietetiche nei primi anni di vita. I ricercatori del Babraham Institute stanno proponendo un collegamento alternativo tra dieta e invecchiamento basato su studi sul lievito. Il dottor Jon Houseley e il suo team hanno pubblicato i loro esperimenti, dimostrando che un invecchiamento sano è ottenibile attraverso un cambiamento dietetico senza restrizioni e potenzialmente ottimizzando la dieta, e che la cattiva salute non è una parte inevitabile del processo di invecchiamento. Gli scienziati sanno da tempo che la restrizione calorica – ovvero consumare intenzionalmente molte meno calorie del normale senza diventare malnutriti – migliora la salute in età avanzata e può persino prolungare la vita. Questo percorso di ricerca sul lievito ci aiuta a cercare un modo più realizzabile per migliorare l’invecchiamento in buona salute attraverso la dieta rispetto alla restrizione calorica prolungata e severa, anche se sono necessarie ulteriori ricerche. Tuttavia, gli studi sui topi mostrano che la restrizione calorica deve essere mantenuta per tutta la vita per ottenere questo effetto, e i benefici per la salute scompaiono quando si riprende una dieta normale. La nuova ricerca del dottor Houseley condotta sul lievito suggerisce che un’alternativa alla restrizione calorica può portare a un miglioramento dellasalute durante tutto il ciclo di vita. “Abbiamo dimostrato che la dieta nei primi anni di vita può portare il lievito su una traiettoria più sana. Dando al lievito una dieta diversa senza limitare le calorie siamo stati in grado di sopprimere la senescenza, quando le cellule non si dividono più, e la perdita di forma fisica nelle cellule invecchiate”. Ha detto la dottoressa Dorottya Horkai, ricercatrice principale dello studio. Invece di coltivare il lievito nella loro consueta dieta ricca di glucosio, i ricercatori hanno sostituito la loro dieta con il galattosio e hanno osservato che molti cambiamenti molecolari che normalmente accompagnanol’invecchiamento non si sono verificati. Le cellule coltivate con galattosio sono rimaste in forma come le cellule giovani anche in tarda età, nonostante non vivessero più, dimostrando che il periodo di cattiva salute verso la fine della vita era drasticamente ridotto. [...] Continua a leggere…
22 Gennaio 2023È quanto emerso da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal e condotta su centinaia di migliaia di donne inglesi, che ha cercato di fare chiarezza sulla relazione tra questo trattamento e la probabilità di andare incontro al declino cognitivo. La terapia ormonale somministrata per ridurre i sintomi della menopausa non comporta un maggior rischio di sviluppare una demenza. È quanto emerso da un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di migliaia di donne inglesi, che ha cercato di fare chiarezza sulla relazione tra questo trattamento e la probabilità di andare incontro al declino cognitivo e di sviluppare varie patologie, ad esempio Alzheimer e altre demenze. Un argomento oggetto di diversi studi negli ultimi anni, da alcuni dei quali sono emersi risultati talvolta non coerenti o controversi. Lo studio su oltre 100mila donne Per compiere lo studio, i ricercatori delle Università di Nottingham, Oxford e Southampton, coordinati da Yana Vinogradova, hanno analizzato le cartelle cliniche di 118.501 donne di età pari o superiore a 55 anni, che avevano ricevuto una diagnosi di demenza tra il 1998 e il 2020, per poi confrontarle con quelle di 497.416 donne che non avevano segni di declino cognitivo. Tra le partecipanti, 16.291 donne (14%) con diagnosi di demenza e 68.726 (14%) del gruppo di controllo avevano utilizzato la terapia ormonale della menopausa più di tre anni prima dell’inizio dello studio. I risultati dell’analisi Dall’analisi è emerso che la terapia ormonale in menopausa non fa crescere la probabilità di sviluppare una demenza. Al contrario, tra le donne con meno di 80 anni, trattate solo con estrogeni per almeno 10 anni, è stato riscontrato un rischio ridotto di declino cognitivo.Tra le donne che avevano utilizzato la pillola anticoncezionale a lungo termine, è invece emersa una maggiore probabilità, seppure molta bassa, di sviluppare la malattia di Alzheimer: la terapia estro-progestinica assunta per almeno 10 anni, è stata associata a 7 casi in più ogni 10mila donne. [...] Continua a leggere…


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Novembre 23, 2024

Complimenti alla meravigliosa dottoressa Mariafrancesca , professionalità ed umanità uniche,

dopo diversi giri medici, sono riuscita ad ottenere una diagnosi e specifica terapia, adesso mi sento decisamente di nuovo me stessa.

Grazie di cuore.

Erica

Fantastica ❤

Giugno 24, 2023

Medico e soprattutto Persona fantastica.

Durante la primissima visita ha anticipato molti dettagli che ancora non gli avevo raccontato riguardo il mio quadro clinico dimostrando un’empatia senza pari. La sua anamnesi è stata molto precisa fin dall’inizio. Visita dopo visita ha analizzato con cura le mie evoluzioni, perfezionando sempre di più il piano clinico.

Alessandro